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DALLA DEREGULATION FINANZIARIA ALLA CRISI ALIMENTARE

01/06/2009

Un mondo di disuguaglianze secondo Jayati Ghosh

Ne ha parlato al Castello del Buonconsiglio l’economista indiana in un incontro, introdotto da Fabio Pipinato del Centro per la Formazione alla Solidarietà internazionale, in cui è intervenuta anche l’assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza della Provincia autonoma di Trento


Prima dell’inizio della presentazione dell’economista Jayati Ghosh, proprio Lia Beltrami, assessore alla solidarietà internazionale e alla convivenza, ha voluto ricordare la triste situazione che il Trentino sta vivendo in questo momento. “Capirete che non è facile continuare con i nostri lavori - ha detto l’assessore riferendosi alla vicenda dei tre trentini Giambattista Lenzi (consigliere regionale), Rino Zandonai (direttore dell’associazione Trentini nel mondo) e Luigi Zortea (sindaco di Canal San Bovo) che erano sul volo partito questa mattina da Rio de Janeiro e attualmente disperso -  ma nonostante ciò vogliamo andare avanti. Ho appena parlato con i familiari di Rino Zandonai, e abbiamo deciso con loro di non fermarci: Rino e gli altri tornavano da un viaggio che aveva lo scopo di aiutare persone in difficoltà, anche per questo l’incontro cui stiamo per assistere assume una grande importanza”.
Anche Jayati Ghosh, all’inizio del suo discorso dedicato alla crisi alimentare che sta tuttora colpendo numerosi paesi in via di sviluppo, rivolge un pensiero alle persone coinvolte nella vicenda.
L’economista indiana - docente di Economia e presidente del Centre of Economic Studies and Planning Jawaharlal Nehru University di Nuova Delhi - introduce quindi il tema al centro dell’incontro. “A metà del 2008 - ha detto - c’è stata la diffusa percezione di una crisi alimentare di enormi proporzioni, che metteva a rischio la sopravvivenza di milioni di persone; dopo l’esplosione della crisi finanziaria, però, questo problema, pur tutt’altro che risolto, è scomparso dalla scena pubblica”.
Secondo la professoressa Ghosh, la crisi alimentare sarebbe legata alla volatilità dei prezzi dovuta in ultima analisi alla deregulation finanziaria.
Ci sarebbero, in realtà, anche altre concause nell’ambito dell’economia reale. Tra queste, la conversione di terre destinate alla coltivazione di alimenti di base per la produzione di biocarburante, l’aumento dei costi degli input come i fertilizzanti, la ridotta fertilità del suolo, l’inadeguatezza degli investimenti pubblici e l’impatto dei cambiamenti climatici.
La causa prima della crisi alimentare va comunque imputata, secondo l’economista indiana, alla deregulation finanziaria avviata nel 2000 negli Stati Uniti con il “Commodity Futures Modernization Act”. La deregulation avrebbe provocato un aumento della speculazione nel mercato con una conseguente volatilità dei prezzi. I dati presentati durante l’incontro mostrano un’impennata dei prezzi tra il gennaio 2007 e l’ottobre 2008, seguita da una fase di crollo altrettanto netto.
Tutto ciò, avrebbe provocato una crisi disastrosa nei paesi in via di sviluppo. “Nel 2008 – dice Jayati Ghosh – ci sono stati 33 paesi in una situazione di crisi media o grave”. E la situazione sembra non essere migliorata.
I costi umani della crisi sono evidentemente molto alti. Rispondendo ad una domanda del pubblico in sala, la relatrice avanza l’ipotesi che la preoccupante scia di suicidi tra gli agricoltori indiani sia legata alla forte crisi del settore. L’intervento si chiude con l’indicazione di alcune misure che andrebbero adottate per alleviare la crisi. La ricetta di Jayati Ghosh comprende un forte intervento governativo per proteggere lo sviluppo dell’agricoltura, accompagnato da accordi internazionali che regolino il mercato finanziario.
















 

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