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LA CRESCITA DELLE CITTÁ E LA CATENA DELLE IDEE

01/06/2009

Il dono della densità urbana alla conoscenza

Edward Glaeser esplora le origini dei centri metropolitani, motore del capitale sociale e potenziale di crescita economica.


Edward Glaeser - docente di economia all’Harvard University - ha ripercorso a Palazzo Geremia le radici della crescita storica delle città ed il conseguente affermarsi del fenomeno dell’urbanizzazione; parte integrante di un fenomeno di socializzazione umana che, altro non fa che alzare il livello della conoscenza e dell’intelligenza locale.
Un paradosso iniziale ha guidato l’intera relazione: “Com’è possibile, che in un’era caratterizzata dal costo virtualmente azzerato delle vie di trasporto e della facilità della comunicazione le città siano diventate così importanti?” Il ristoro urbano è visibile in robusti progetti abitativi ed una concentrazione di innovazioni nelle aree prettamente urbane. Ciò è ancora più chiaro nei paesi in via di sviluppo. L’ipotesi del docente americano è che uno dei maggiori effetti della globalizzazione sia stato l’aumento dell’intelligenza. “Si diventa intelligenti stando a stretto contatto con persone intelligenti” perché l’essere umano è per antonomasia essere sociale. Le abilità e le competenze presenti in una città determinano il potenziale di crescita della città stessa. Il rapporto tra capacità e reddito diventa inscindibile: con l’aumentare della conoscenza cresce anche il reddito. Città come Boston, New York, Londra e Bangalore- India- ne sono un esempio chiaro.
Le città cominciarono a svilupparsi come capitali politiche- nel caso di Roma e Milano- o come centri industriali, nel caso di Venezia. Il grande giro d’affari di queste città si sostanziava principalmente nel vestiario- grazie alla produzione della lana- e nel cibo. La crescente densità urbana portò così all’affermarsi di una catena di idee, ad uno scambio di conoscenze in un gioco di continua interazione tra pari. In questo senso, per Glaeser, le città sono delle vere e proprie “università allargate”, capaci di generare conoscenza tramite l’osmosi che va creandosi con lo scambio intellettuale. L’uomo in quanto essere sociale potenzia il suo apprendimento, condividendolo con l’Altro, scatenando così un processo di crescita che genera innovazione. Questo fermento intellettuale ha portato all’affermarsi di nuovi sistemi politici, come nel caso della democrazia.
Nel processo di crescita urbana il potenziamento delle reti dei trasporti ha giocato un ruolo di prim’ordine. La storia americana del 19° secolo è, infatti, caratterizzata dal potenziamento delle linee ferroviarie e marittime. Il caso della crescita di Chicago è esemplare: nasce, infatti, dal connubio del canale dell’Illinois e del Michigan e il potenziamento della linea ferroviaria. Il ventesimo secolo ha reso il trasporto pubblico sempre più agevole; questo è il secolo dell’automobile e della velocizzazione dei trasporti. La riduzione dei costi ha creato di conseguenza una crescita sostanziale dei vantaggi produttivi.
Le città - nella visione del docente americano - tendono ad ospitare un alto tasso di povertà, ma questo dato è da leggere in termini positivi: è un riflesso della tendenza diffusa a raggiungere i grandi centri in quanto portatori di benessere. Vivendo in grandi città non è importante se - per ragioni economiche - si è sprovvisti di un mezzo proprio: si è già immersi nella metropoli. Le città in quest’ottica sono il posto in cui la gente vuole vivere, “le città non rendono le persone povere, al contrario attirano le persone povere”.
Nell’analisi di Glaeser, le amministrazioni governative troppo spesso investono in infrastrutture, potenziando grandi opere pubbliche nel tentativo di ristorare città in declino. Questa tendenza è però improduttiva e priva di obiettivi ben delineati. L’obiettivo finale dovrebbe essere il benessere delle persone e non la crescita meramente fisica della città.
In chiusura il cattedratico di Harvard ha affrontato il tema delle credenze sui pericoli di diversi gruppi etnici. Se l'errore umano è in contrasto con i principi della scienza economica moderna, gli strumenti dell’economia sono utilissimi nel  comprendere gli errori di massa.