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CONOSCERE L’ABC DELLA FINANZA È INDISPENSABILE

31/05/2009

Anna Maria Lusardi e i costi dell’ignoranza

La professoressa Lusardi - introdotta da Marco Panara - affronta il tema e auspica l’intervento di agenzie di alfabetizzazione tra cui nomina il Festival dell’Economia


“L’acquisto delle azioni di una singola azienda garantisce un ritorno più sicuro rispetto all’acquisto di un fondo azionario. La frase è vera o falsa?” La risposta a questo quesito probabilmente è evidente per chi conosce l’economia finanziaria. Non lo è probabilmente per molte altre persone che comunque hanno a che fare - magari indirettamente - con i mercati finanziari. Sicuramente non lo era per quasi la metà degli americani cui è stata posta la domanda nel contesto di una delle ricerche di Anna Maria Lusardi e che non hanno dato la risposta corretta.
Di ignoranza finanziaria e del suo naturale antidoto - l’alfabetizzazione finanziaria - si è parlato nell’incontro, introdotto dal giornalista Marco Panara, con la professoressa Lusardi, docente al Darmouth College negli Stati Uniti, collaboratrice delle più prestigiose riviste scientifiche del settore, del Sole24 Ore e de Lavoce.info.
La questione in analisi si inserisce, negli Stati Uniti, in un contesto molto peculiare. Un contesto caratterizzato dal cambiamento del sistema pensionistico - sempre più di tipo contributivo - che obbliga a fare delle scelte in presenza, per altro, di sistemi finanziari complessi. Un contesto, inoltre, che ha registrato l’aumento vertiginoso del debito delle carte di credito.
E proprio l’ignoranza in materia di indebitamento, in particolare generato dall’utilizzo delle carte di credito in America, è stato l’argomento al centro di una delle ultime ricerche di Anna Maria Lusardi. Uno studio - condotto con la società per indagini TNS Global - che tende a dare risposta a domande basilari. Quanto sa la gente di economia? Ci sono gruppi meno competenti di altri?  Quali sono i costi dell’ignoranza?
Alle prime due di queste domande la professoressa del Darmouth College aveva dato alcune risposte già in uno studio condotto nel 2004.
In questo caso sono state poste alcune semplici domande su argomenti come l’interesse, l’inflazione e il rischio azionario. Si è rilevato così che l’alfabetizzazione finanziaria è molto bassa; e questo in un contesto come gli Stati Uniti in cui la metà delle famiglie partecipa al mercato finanziario. Per altro, come era prevedibile, la scarsa conoscenza in materia non è uniforme nelle diverse fasce di età. La conoscenza finanziaria diminuisce anzi molto con l’età e varia di generazione in generazione. Penalizzate inoltre risultano essere le donne.
Le stesse domande sono state poste anche in altri paesi, tra cui l’Italia, con risultati del tutto simili. Permangono le differenze tra uomini e donne e le difficoltà in materia riscontrate dagli anziani.
Ma ritorniamo alla ricerca sull’indebitamente, contratto spesso utilizzando la carta di credito. Anche in questo caso, sono state poste delle domande simili a quelle utilizzate precedentemente ed adattate alla particolare questione del debito. I risultati? Non cambiano, sostanzialmente. Ignoranza finanziaria. Maggiore fra gli anziani e fra le donne che risultano per questo “gruppi a rischio”.
Ma questa ricerca ha consentito di fare un passo avanti nella comprensione del fenomeno rispetto alle indagini precedenti. Si è cercato di capire, infatti, come le persone valutino le proprie conoscenze. Il risultato è molto interessante. La maggior parte del campione - in contrasto con il famoso detto socratico - non sa di non sapere e si colloca ad un livello di conoscenza finanziaria nella media o superiore.
Un altro merito della ricerca è aver calcolato il costo dell’ignoranza finanziaria.
Sulla base della loro scarsa conoscenza, aggravata dalla supposizione di essere al contrario almeno mediamente informati, le persone mettono in atto dei comportamenti particolarmente onerosi. E’ stato calcolato, infatti, che un terzo degli oneri legati all’uso della carta di credito sono dovuti all’ignoranza finanziaria.
Questi comportamenti, poco informati e oculati, sembrano provocare danni sia a livello micro che a livello macro, in quanto provocano delle perdite consistenti sia per il singolo cittadino che per l’intera economia.
E’ per questo che - sostengono entrambi i relatori - anche nell’ambito finanziario, come in altri settori specialistici, sarebbe importante rivolgersi ad esperti in grado di “formare” l’individuo che deve fare scelte in un mercato complesso.
Ma ancora più importante è il processo di alfabetizzazione finanziaria. “Vorrei lanciare un appello - dice Anna Maria Lusardi - alla città di Trento, perché faccia delle iniziative per aumentare la conoscenza finanziaria; spero in particolare che il Festival dell’Economia possa aiutare ad aumentare l’alfabetizzazione in questo settore.” Ci sono poi, secondo la professoressa del Darmouth College, due  istituzioni che dovrebbe farsi carico della preparazione finanziaria dei cittadini: sono la Banca d’Italia e  la scuola  nel suo complesso.
Anche in Italia infatti il problema della necessità di scegliere tra una varietà di possibilità finanziarie è aumentata moltissimo.

Ma siamo ottimisti. Panara ha rivolto al pubblico del Festival presente in sala le domande di una delle ricerche di Anna Maria Lusardi. Le sapevano tutte.